lunedì 14 aprile 2008

Margherita Zotti
Dottorato in Scienze e Tecnologie Biomediche-XXII ciclo Università degli Studi di Foggia

Sono una dottoranda in Scienze Biomediche dell’Università degli Studi di Foggia e per me è stata la prima volta alla Certosa. Credo che l’esperienza vissuta sia stata preziosa per tanti motivi, primo tra tutti la possibilità di incontrare docenti e dottorandi provenienti da tutta Italia che condividono gli stessi interessi e lo stesso amore per la ricerca.L’ordinata scansione degli eventi e l’attenzione ad ogni particolare da parte degli organizzatori ha favorito senz’altro momenti di scambio di idee, conoscenze e passioni. I temi affrontati erano di attuale rilevanza e i risultati degli studi presentati hanno mostrato quanto sia vivo l’impegno di tanti ricercatori nel raggiungere traguardi sempre più ambiziosi e nell’aprire nuovi orizzonti in campo farmacologico.In particolare, per quanto mi riguarda come esperienza in prima persona, la presentazione del mio poster mi ha dato l’occasione di far conoscere i miei studi e di ottenere utili consigli relativi al loro proseguimento.Ringrazio quanti mi hanno permesso di sperimentare tutto questo.

Silvia Castrignanò e Marilena Colaianna Università degli Studi di Foggia
Siamo due dottorande in Neuroscienze Sperimentali del terzo anno. Abbiamo vissuto l'esperienza alla Certosa per tre anni consecutivi e questo ci ha permesso di compiere un graduale percorso formativo professionale sicuramente di valore inestimabile. Il rapporto ed il continuo scambio di idee con gli altri partecipanti ci ha arricchito anche umanamente e ci ha permesso di rafforzare la passione e l'impegno costantemente dedicati alla ricerca. Giunti alla fine di questa irripetibile esperienza, vogliamo ringraziare quanti ci hanno consentito di vivere questo momento e tutti coloro che hanno così contribuito alla nostra crescita personale.

Elisa Benetti - Dip. di Anatomia, Farmacologia e Medicina Legale- Univ. Torino. Tutore Roberto Fantozzi, Responsabile del ciclo Roberta Fruttero
Nel corso dei miei tre anni di dottorato mi sono resa conto che è difficile potersi confrontare con persone che professionalmente condividono la stessa passione e gli stessi interessi. Beh, il seminario per i dottorandi in Farmacologia e Scienze affini organizzato dalla Società Italiana di Farmacologia alla Certosa di Pontignano offre proprio questa possibilità. All’interno di un’atmosfera particolare, un clima congressuale ma allo stesso tempo affabile, si ha la grande occasione di apprendere, confrontarsi, imparare e dialogare.Ho avuto l’occasione di parteciparvi al primo e in quest’ultimo anno di dottorato e ho potuto constatare che, a fronte della numerosa partecipazione e dei tre giorni pieni di attività che denotano la grande mole di lavoro necessaria al fine di preparare l’intero evento, l’organizzazione è sempre stata precisa e puntuale, praticamente perfetta.La cosa che mi ha però sempre colpito di più è che le persone che hanno lavorato in tal senso e che hanno interagito con noi si sono sempre rivelate estremamente disponibili e pronte ad accoglierci con il sorriso, quasi a voler condividere il nostro piacere nel trovarci lì.Ritengo che per un dottorando la partecipazione a questo seminario sia davvero un evento formativo. In modo graduale, prima con i poster e poi con la comunicazione orale, a conclusione dell’intero ciclo di dottorato, ogni partecipante è infatti tenuto ad esporre il proprio lavoro davanti ad una platea professionalmente competente avendo quindi la possibilità di imparare e mettersi alla prova in un evento ufficiale e questo risulta particolarmente importante al fine di affrontare in futuro con più tranquillità altre sedi congressuali.Essendo poi all’ultimo anno, quest’anno ho avuto anche la possibilità di partecipare alla moderazione di una sessione di poster, cosa che ho trovato veramente stimolante in quanto utile a sviluppare capacità di analisi critica e costruttiva.Ho concluso la mia partecipazione al seminario vincendo il premio messo in palio dalla SIF, premio del tutto inaspettato che mi ha riempito di gioia e soddisfazione diventando così un motivo in più per rivolgere all’intera organizzazione un sentito grazie per i bei momenti che ho vissuto e che porterò sempre con me.

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